Ikea

Mi sono finalmente decisa a comprare una libreria per i libri che continuo ad accumulare e per cui ormai l’armadio dei vestiti è diventato troppo piccolo. Da brava occidentale (in realtà i cinesi la frequentano tantissimo) sono andata all’Ikea assieme ad un amico: prezzi bassi, estetica appagante.
Al momento di tornare a casa, gli scatoloni non entrano nel taxi. Decidiamo, quindi, di farci spedire a casa gli acquisti e quando scopriamo che pagando il 4% del costo del prodotto oltre a portarceli a casa ce li montano pure, acconsentiamo pigramente. 
Il mio amico compra un sacco di oggetti più di me quindi lo aiuto a portare le borse a casa sua. Poco tempo dopo l’arrivo a casa suonano alla porta due ragazzi. Hanno delle uniformi rosse e una scatola degli attrezzi. In pochi minuti montano i suoi porta cd. Scopro che la consegna successiva è quella a casa mia e decido di farmi dare un passaggio… Gentilissimi mi fanno sedere davanti, vicino all’autista del loro furgoncino giallo. Sono tre, tutti e tre molto giovani. Vengono dalle province dello Hebei, Jiangsu e Shandong, lavorano all’Ikea da un po’ di tempo, ma sono stanchi e vorrebbero tornare a casa loro. Sono curiosi, mi chiedono di dove sono, da quanto studio il cinese, scherzano tanto. Tra una risata e l’altra domando loro quante ore di lavoro hanno al giorno, quanti giorni lavorano e quanto è il loro stipendio mensile…
Rispettivamente: dalle 12 alle 15 ore al giorno, 7 giorni su 7, 2000 yuan al mese (circa 200 euro).
E continuano a ridere solo loro…