Oggi mentre passeggiavo su una delle strade più trafficate di Pechino in attesa di un appuntamento mi è caduto l’occhio su tre signore sulla sessantina che stavano chinate sull’aiuola spelacchiata alla mia sinistra. Mi sono avvicinata e ho visto che stringevano tra le mani dei sacchetti di nylon pieni dei fili di un’erba verde che strappavano da terra separandola minuziosamente da quella del restante praticello. Non ho resistito e ho cominciato a tempestarle di domande. All’inizio mi hanno guardata stupite e anche un po’ divertite, poi hanno sorriso e hanno cominciato a darmi spiegazioni. Raccoglievano kucai 苦菜, ovvero "erba amara", nelle aiuole lì attorno in questa stagione se ne trova tanta… fa molto bene a chi soffre di alta pressione o è diabetico… la si può usare per fare minestre, infusi, thè…
Io ad un certo punto ho smesso di ascoltarle: erano troppo belle… mi mostravano, mi facevano toccare, annusare, provare a strappare i fili d’erba in maniera corretta… In mezzo al traffico più assurdo, i clacson impazziti, lo squallore di quella terra con chiazze d’erba sparse e malate, sono riuscite a farmi sentire come quando a dieci anni andavo in mezzo ai campi a fare scuola guida con il nonno e guardavo le signore inginocchiate che raccoglievano il radicchio di prato ("sclopit" come lo chiamano dalle mie parti…)
Che bella esperienza, grazie per averne parlato.