Un tuffo nell’inquinamento cinese

La Cina è il paese che inquina di più al mondo. Si è guadagnata questo titolo poco lusinghiero soprattutto a causa della forte dipendenza dal carbone come fonte d’energia per la sua vertiginosa crescita economica. Nonostante i recenti inviti dei leader a utilizzare sempre di più fonti di energia pulita, infatti, il conveniente combustibile fossile rimane il principale motore della corsa del Celeste Impero.
Greenpeace ha da poco rilasciato una relazione che fornisce un’immagine concreta di quanto grave sia l’inquinamento che deriva dall’uso massiccio di questa risorsa mineraria. In Cina, gli impianti per la produzione elettrica da carbone generano una quantità di ceneri tossiche in grado di riempire un’intera piscina olimpica ogni due minuti e mezzo, per un totale di almeno 375 milioni di tonnellate all’anno.
Il vero problema in Cina, secondo il gruppo ambientalista, sta nel fatto che la maggior parte dei 1400 impianti termoelettrici attivi nella Repubblica Popolare non rispetta i regolamenti relativi allo smaltimento di queste sostanze. La conseguenza principale è la loro dispersione nell’acqua e nell’aria, che causa l’erosione dei già scarsi terreni e la contaminazione delle risorse idriche, e contemporaneamente danneggia la salute delle persone e la qualità dell’ambiente.
La ceneri di carbone, in caso di venti forti, possono diffondersi nell’aria giungendo fino a 150.000 chilometri di distanza.