2010: record di disastri geologici in Cina

Il 22 agosto scorso il ministro della Terra e delle Risorse, Xu Shaoshi, ha definito il 2010 l’anno del record dei disastri geologici per la Cina: 26.000 contro i 10.500 del 2009. Diverse zone del paese sono state colpite da terremoti, siccità, frane e alluvioni. L’ultimo tragico esempio è la potente colata di fango in agosto che ha distrutto la contea di Zhouqu nel Gansu, uccidendo più di 1500 persone.

Xu ha attribuito i disastri alle condizioni atmosferiche estreme e all’aumento dell’attività sismica in territorio cinese (nel 2008  il Sichuan è stato devastato da un terremoto che ha causato più di 80.000 vittime; nell’aprile di quest’anno la terra ha sconvolto la provincia a minoranza tibetana del Qinghai). Ricordando che in Cina ci sono circa 20.000 potenziali colate di fango pronte a manifestarsi, ha negato che gli impianti idroelettrici sui fiumi cinesi siano da biasimare per le frequenti frane, definendo la loro costruzione e l’avvento delle calamità ‘una semplice coincidenza’.

I suoi commenti arrivano in un momento in cui lo scetticismo degli ecologisti e geologi  verso i grandiosi impianti idroelettrici e gli epocali progetti di deviazione delle acque si sta facendo sempre più forte e insistente.