È online la seconda puntata di #RISCIÒ

È online la 2A puntata di #Risciò, il podcast sulla Cina mio e di Simone Pieranni, prodotto da Piano P.
A Pechino si è appena concluso il XIX Congresso del Partito Comunista Cinese. Xi Jinping è stato confermato segretario e ha ottenuto che il suo pensiero politico venga inserito nella Carta Costituzionale: prima di lui solo Mao e Deng Xiaoping ci erano riusciti. Qual è l’idea di Cina che Xi ha in mente? In cosa consiste il suo “Sogno Cinese”? Come sta cercando di realizzarlo, dalla campagna interna contro i funzionari corrotti all’acquisto dei club internazionali di calcio? E soprattutto perché ci riguarda da molto vicino?
Ascoltatelo qui http://bit.ly/2yWsXnw o qui http://apple.co/2z1lpSK

Esce RISCIÒ, il podcast sulla Cina mio e di Simone Pieranni.

Dal 16 ottobre è online la prima puntata di Risciò, il podcast mio e del giornalista Simone Pieranni sulla Cina, prodotto da Piano P.
In questo mondo multipolare il peso economico e diplomatico di Pechino, assieme a quello degli Stati Uniti, è sempre più imprescindibile. “Risciò” proverà a spiegare perché quello che accade dall’altra parte del mondo riguarda anche noi, giocando con le contraddizioni di un Paese profondamente diverso dal nostro sistema culturale di riferimento.
Debuttando nella settimana in cui si tiene il 19° congresso del Partito comunista cinese, il protagonista della prima puntata non può che essere Xi Jinping, il super presidente a cui verrà affidato il futuro della Cina per i prossimi cinque, forse dieci anni.
La puntata si intitola “Nelle mani di Xi Jinping” e la puoi ascoltare o scaricare* su:
Apple Podcast: http://apple.co/2zcbExM
Spreaker: http://bit.ly/2yo5Wtl
e sulle principali app per i podcast (Pocketcast, Overcast, ecc.).

Sono molto emozionata perché per me si tratta di un “ritorno alle origini”, del recupero di una parte di me che pensavo di aver lasciato per sempre dentro una vita passata per anni creduta conclusa. In qualche modo, si tratta di un cerchio che si chiude (senza che lo sapessi, Andrea ha scritto un post in cui racconta bene la “Giada cinese”. Se vi interessa, lo trovate qui: http://bit.ly/2gHRdBT)
Niente di tutto questo sarebbe stato possibile senza l’aiuto e il sostegno di un bel gruppetto di persone preziose. Grazie ad Andrea per esserci sempre, ad Enrica e Rolando che da subito hanno sostenuto l’idea del podcast, grazie a Simone perché è un compagno di viaggio speciale, grazie a Francesco Costa per l’entusiasmo, grazie a Carlo Annese per la pazienza e la precisione, grazie a Silvia Pozzi e Désirée Marianini per quei messaggi su Wechat, grazie a quelli che si sono sorbiti la mia eccitazione e la mia agitazione in queste settimane e a quelli che si sono “offerti volontari” per gli ascolti in anteprima.
Un grazie speciale se lo merita Andrea Bozzo che ha regalato a Risciò il logo più bello del mondo, rendendomi una donna felice!
Andate e moltiplicate gli scaricamenti e le iscrizioni! Condividete i link, scrivete agli amici, fate casino.
Che il viaggio sul nostro #Risciò abbia inizio!

Ps: Istruzioni per l’uso per chi non è pratico di podcast.
Se hai l’iphone, entra nell’app podcast (è viola con un’antenna), clicca sulla lente di ingrandimento, digita “risciò”, clicca sul nostro logo, inscriviti e scarica la prima puntata.
Se hai uno smartphone di altro tipo, scarica l’app di spreaker, clicca su ricerca e digita “risciò”. Ti comparirà la pagina dove è possibile ascoltare e scaricare la prima puntata del podcast.

 

Rassegna stampa: Verso il XIX Congresso del PCC

XIX CONGRESSO DEL PCC (Inizia il 18 ottobre)
Il Congresso del PCC: come la Cina sceglie i suoi leader: http://bbc.in/2fVpflk

Il XIX Congresso del PCC testerà il potere di Xi Jinping: http://econ.st/2ePFmR3

Xi Jinping punta a mettere i suoi fedelissimi nelle posizioni apicali e nelle province chiave: https://t.co/Bl4jR451hy

Di cosa parliamo quando parliamo di “nuovo ordine del Partito Comunista Cinese”?
https://t.co/wKgXqVE8Fu

Verso il Congresso PCC: Espulso da partito un ex astro ascendente per “serie violazioni disciplinari”: http://bit.ly/2kytF72

Il pensiero politico di Xi Jinping sarà aggiunto alla costituzione del PCC? https://t.co/yzSq0smmhA

Previsioni e anticipazioni dal Congresso: https://t.co/d78Q3Gt1cz

Xi Jinping come Mao. Ma qual è il suo pensiero? https://t.co/Wr0eIwwTkP

Il pensiero di Xi è che il marxismo funziona e paga, anche se per rassicurare il mondo bisogna studiare il capitalismo che garantisce crescita economica: https://t.co/N7ohge4MEc

Da quando Pechino sta diventando sempre più importante, quello che accadrà il 18 ottobre non è solo una questione cinese http://bit.ly/2hYCGpf

Ascesa e misteri del signor Wang, inquisitore a Pechino e “braccio” di Xi: https://t.co/BuU0aM4QIt

Le rivelazioni del miliardario cinese Guo Wengui minano il potere di Xi Jinping tanto da averlo portato a chiedere asilo politico negli Stati Uniti: https://t.co/OS7gR1HZNi

Il miliardario cinese Guo Wengui promette conferenza stampa choc durante il XIX Congresso: https://t.co/sLkrgLoFtq

Sembra una serie Netflix, invece è la Cina: https://t.co/zEDu9Q9omi

Giro di vite per il Congresso, eliminare fattori di instabilità. E niente rumors: https://t.co/WHH9LdjLJk

Perché L’ad del Milan Fassone è volato in Cina (c’entra il Congresso) http://bit.ly/2xZ0hve

Nuova stretta del Great Firewall cinese su WhatsApp in vista del congresso del PCC
http://bit.ly/2fNDyZx

 

LA NUOVA VIA DELLA SETA (Mio pezzo per Tempi.it)

I porti di Genova e Trieste, la cultura e il turismo saranno i principali settori di cooperazione nei futuri rapporti tra Italia e Cina. L’ha affermato oggi a Pechino, in conferenza stampa, il premier Paolo Gentiloni, fresco di partecipazione al primo Forum One Belt One Road del 14 e 15 maggio, un’iniziativa fortemente voluta dal presidente della Repubblica Popolare cinese Xi Jinping. Vi hanno partecipato 29 capi di stato (tra cui Putin ed Erdogan), 1200 delegati di 110 paesi, la Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale. Gentiloni è stato l’unico leader del G7; Germania e Gran Bretagna si sono limitate a inviare i ministri dell’economia, mentre la Francia ha inviato l’ex premier Raffarin. Il primo ministro italiano ha parlato di “sintonia e amicizia tra due antiche civiltà, che si ritrovano oggi sulla Via della Seta” e ha sottolineato l’importanza della posizione strategica del nostro paese: potrebbe diventare, infatti, un punto di connessione imprescindibile tra la rotte marittime e quelle terrestri del progetto cinese One Belt One Road (“Una cintura, una via”, OBOR).
Xi Jinping aveva evocato per la prima volta l’immagine di una “Nuova Via della Seta” durante un discorso alla Nazarbayev University di Astana, in Kazakistan, nel settembre 2013. Citando una “preziosa rivelazione” lasciataci in eredità dall’Antica Via della Seta, aveva parlato di popoli di diversi paesi che “hanno scritto insieme un capitolo traboccante di amicizia, tramandato e fatto risuonare nei secoli”, aveva descritto “una storia di scambi lunga più di duemila anni che testimonia come Paesi di differenti etnie, credenze e culture possano godere di una pace e uno sviluppo comuni” e aveva ceduto a un nostalgico lirismo biografico: “la mia provincia natale, lo Shaanxi, si trova proprio sul punto di partenza dell’antica Via della Seta. Stando qui a rievocare la storia, mi sembra di sentire il tintinnio delle campane dei cammelli, che risuonano tra le montagne, e di vedere le colonne di fumo arricciarsi verso l’alto, fluttuando nel vasto deserto. Tutto ciò mi è estremamente caro”.
A poco più di tre anni da queste parole, la seconda economia mondiale ha già investito più di 50 miliardi di dollari in progetti di infrastrutture e trasporti, coinvolgendo 68 paesi allo scopo di creare una zona di cooperazione economica tra Asia, Africa e Europa che potenzi gli antichi percorsi carovanieri della Via della Seta e ne crei di nuovi (in tutto, si tratterà di quattro corridoi terrestri e due corridoi marittimi). Per finanziare questo faraonico progetto, la Cina si è dotata del fondo statale di private equity New Silk Road Fund da 40 miliardi di dollari – domenica, nel discorso inaugurale del Forum, Xi Jinping ha promesso nuovi investimenti per 14,5 miliardi di dollari – e della Asian Infrastructure Investment Bank (AIIB, l’Italia è tra i fondatori) con un capitale da 100 miliardi di dollari, entrambi strumenti che da molti sono stati interpretati come un tentativo cinese di scalfire il monopolio della Banca centrale, del Fondo monetario internazionale (a guida americana) e della Banca Asiatica (a guida giapponese).
Si calcola che OBOR avrà un impatto su 4,4 miliardi di persone, toccherà il 40% del Pil mondiale, muoverà 900 miliardi di investimenti e interesserà il 75% delle risorse energetiche globali, assicurando alla Cina, grazie a una fitta rete di accordi diplomatici, una crescita stabile del Pil interno, un allargamento della sfera di influenza geopolitica e la garanzia dell’approvvigionamento di nuove risorse energetiche.
Quello di Xi Jinping è un disegno visionario, dunque, che mette la Cina al centro del mondo, sconquassa gli equilibri esistenti e aggiorna il concetto di globalizzazione, spostandone l’asse da Occidente a Oriente. Sono passati quasi 40 anni dal famoso “arricchirsi è glorioso” di Deng Xiaoping a cui si deve la spinta della Repubblica Popolare Cinese ad aprirsi all’esterno. Per decenni, la Cina ha vissuto la globalizzazione in modo passivo, da fabbrica del mondo. Ora che ne è uscita comunque vincitrice – come orgogliosamente sottolineato per la prima volta da Xi a gennaio, durante il Forum di Davos – ambisce ad un ruolo più che mai attivo e determinante. L’avvento di Trump alla Casa Bianca e la tentazione di un ritorno al protezionismo dell’economia americana contribuiscono ad accelerare il processo. Il progetto OBOR è lo strumento pragmatico con cui il Celeste Impero può avverare in parte il “sogno cinese” (zhongguo meng) di Xi Jinping: essere per il mondo la “forza più vigorosa nella potente tendenza alla globalizzazione” e l’occasione per uno sviluppo win-win, potenzialmente foriero di effetti benefici per tutti. Organica al progetto, la promessa di un soft power “gentile”, che non si intrometta negli affari interni degli altri paesi, alternativo a quello “interventista” americano.
Il Forum One Belt One Road a Pechino è servito proprio a dare al mondo la visione plastica del nuovo ruolo globale di Pechino. Per tre giorni, la Cina di Xi è stata il centro della diplomazia e dell’economia mondiali. Da segnalare l’incontro tra le delegazioni di Nord e Sud Corea, durante il quale il capo della rappresentanza di Seul Park Byeong-seug ha espresso forte condanna e preoccupazione per il missile testato da Pyongyang domenica mattina e l’incontro tra Putin e Erdogan per discutere della questione siriana.
Dalla cabina di regia, la Cina ha supervisionato e ha indicato una possibile direzione da seguire, proponendosi come potenza responsabile e pacifica in un momento in cui gli Stati Uniti sembrano in balia di una presidenza inaffidabile e irrequieta. Non a caso Xi Jinping, nel discorso di apertura, ha sottolineato come la “Nuova Via della Seta” possa diventare un mezzo per promuovere “pace e prosperità”, concetto ribadito più volte anche nello storytelling allestito attorno ad OBOR dalla propaganda cinese.
Il progetto “Una cintura, una via” lascia aperti molti interrogativi e fa alzare parecchie sopracciglia, soprattutto in Europa per i suoi aspetti nebulosi e preoccupanti: non fa chiarezza su molti dei suoi numeri ciclopici (vedi alla voce rischi di investimento), e glissa sulla complessità di alcuni teatri coinvolti, in zone decisamente calde del pianeta. Tuttavia, lo sguardo di Xi Jinping sembra davvero quello proiettato più lontano. Altre visioni, al momento, non sono pervenute.
Il leader cinese ha salutato i suoi ospiti dando loro appuntamento al 2019. Chissà a che punto sarà allora il processo di governance globale cinese e, soprattutto, chissà quale ruolo sarà riuscita a ritagliarsi l’Italia.

Mini – Rassegna sul Progetto della “Nuova Via della Seta”

Il mio pezzo per Tempi.it: http://bit.ly/2qoDkxR

Tutto ciò che volete sapere su OBOR e non avete mai osato chiedere (di Alessandra Spalletta): http://bit.ly/2qohhYq

Una (nuova) via della Seta per la Cina potenza globale: http://bit.ly/2qNRz0K

Il forum sulla Nuova Via della Seta ha mostrato il potere della Cina, e quello della sua propaganda: http://wapo.st/2pTdeQ6

Xi Jinping conclude il Forum One Belt One Road dando appuntamento al 2019: https://t.co/n0KjHaiWPb

Il Forum delle nuove vie della seta celebra la globalizzazione con caratteristiche cinesi http://bit.ly/2t4301K

Kim offusca lo show della global economy sognata dalla Cina (Simone Pieranni): http://bit.ly/2pRkoFq

Incontro Gentiloni-Xi, da Belt and Road segnale positivo. Gentiloni invita Xi in Italia: http://bit.ly/2pRpukQ

Mini-Rassegna sull’incontro tra Xi e Trump a Mar-a-Lago

trumpPremesse
Cosa spinge Trump a intensificare i rapporti con la Cina: http://bit.ly/2nWsTOi

Grafiche del Global Times (giornale legato al governo di Pechino) delle questioni aperte tra Cina-Usa: https://t.co/8H4EsUL3hN

Editoriali del Global Times
Incontro Xi – Trump aumenta il dinamismo delle relazioni Cina – Usa: https://t.co/65CuNth5Gr

L’attacco in Siria è una prova di forza di Trump. Vuole dimostrare a Xi di avere il coraggio di fare ciò che Obama non ha fatto: https://t.co/u10KO7drvO

Editoriale New York Times
L’attacco di Trump alla Siria mette in ombra l’incontro di Xi con Trump: https://t.co/wjbYOmalQu

Varie
La visita di Peng Liyuan, first lady cinese, e Melania Trump, in una scuola d’arte durante visita di Xi negli Usa: https://t.co/Pvcje9vhn3

Trump, “enormi progressi” con la Cina: http://bit.ly/2nqmvm8

Trump ricambierà la visita di Xi alla fine del 2017: https://t.co/eb5KHSSK1J

Trump-Xi, in conclusione https://t.co/vXz02fjYVJ

Il link al video della nipotina di Trump (che parla cinese) mentre omaggia Xi Jinping e la First Lady Peng Liyuan:

Rassegna stampa cinese al 25 gennaio (con analisi e reazioni alla nomina di Trump)

POLITICA ESTERA (rapporti con Usa e reazioni alla nomina di Trump).
Esportazioni, Pil ed equilibri militari: l’effetto domino che Trump rischia di innescare in Asia: https://t.co/jgEP30zcPY

Intervista a Ian Bremmer: «Viviamo una recessione geopolitica. Ora si aprono praterie per la Cina» https://t.co/JiUNaUdOrl

Reuters – Mentre Trump accentua il “MakeAmericaGreatAgain”, la Cina gioca il ruolo di leader mondiale: https://t.co/tpYJiiQbHu

New York Times – Nell’era di Trump, la Cina può prosperare: https://t.co/0B0n7v1qdt

L’Obs – La Cina cambia strategia per rispondere a Trump: http://bit.ly/2je21Gp

Reazioni dei media cinesi al discorso di Trump: tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina ‘sembrano inevitabili’: http://bit.ly/2jpCgGn

I media di stato cinesi dicono che la guerra economica fa perdere sia gli Usa che la Cina: https://t.co/0B0n7v1qdt

Cosa si aspetta la Cina da Trump? http://bit.ly/2iTAdXC

Editoriale del Global Times: il nucleare è fondamento per la sicurezza nazionale della Cina, deve essere consolidato visto l’aumento rischi: http://bit.ly/2jZAnSa

XI JINPING
Xi Jinping presidente di tutto. Dodici titoli per il leader cinese https://t.co/6QegFM6mi7

INTERNI
La fusione di alcune tra le principali testate finanziarie cinesi sotto l’ombrella della Xinhua rafforza il controllo del governo sull’informazione economica: http://bit.ly/2jedequ

Stretta di Pechino contro la fuga di capitali. Regole più severe sui pagamenti e gli investimenti all’estero: http://bit.ly/2kiZBHp

Cina, niente boom demografico sperato per il primo anno di doppie nascite: https://t.co/Bzi38Rt2nl

ECONOMIA
La Cina è cresciuta del 6,7% nel 2016. Nel quarto trimestre sale del 6,8%: https://t.co/qPnRi3GMCE

La Paramount Pictures riceverà 1 miliardo di dollari di investimenti cinesi: https://t.co/MiEU2dIEbi

VARIE
La Cina ha raggiunto il record di 731 milioni di utenti internet, il 95% accede al Web con lo smartphone: https://t.co/bN5SZOuKOR

La Cina ha 1,38 miliardi di persone in totale, con oltre 33 milioni di uomini in più rispetto alle donne: http://bit.ly/2jehPsU

CAPODANNO CINESE
Galleria fotografica, la Cina si prepara ai festeggiamenti del capodanno: http://on.china.cn/2ksWiO0

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