Striscia il regime

La scena l’abbiamo vista tante volte anche sui nostri schermi: una troupe fa irruzione a casa di qualche potente per metterne in luce le malefatte, le gaffes, le contraddizioni. Con tapiro o senza, con costume da Gabibbo o senza. Nella migliore delle ipotesi con l’abito elegante delle “Iene”. Nel caso di questo video, risalente ad agosto, la Tv è la Beijing Television, emittente statale, e il bersaglio è il celebre comico Guo Degang, accusato di aver illecitamente ampliato il suo giardino privato sul terreno pubblico. L’intervista degenera presto in un litigio e finisce, complice un nerboruto collaboratore dell’artista, in rissa. A farne le spese i giornalisti.

È il “Los Angeles Times” a raccontare l’episodio, aggiungendo soprattutto un interessante retroscena. L’intervista farebbe parte di una più ampia azione di boicottaggio nei confronti del celebre personaggio, colpevole di aver preso di mira con i suoi pungenti spettacoli il potere nelle sue varie forme.

Grande interprete del “Cross talk”, antica arte cinese che fonde prestazioni comiche con giochi di parole e poesia (in cinese xiangsheng, letteralmente “volto e voce”), Guo Degang è soltanto una delle vittime della campagna di moralizzazione messa in campo dal Governo, per combattere, per usare le parole di Hu Jintao, “le tre volgarità”: la cultura ossessionata dal sesso, priva di cervello e di gusto.

I numeri comici di Guo facevano il tutto esaurito e i suoi numeri comici venivano trasmessi anche nei taxi, tra le sonore risate dei passeggeri. I bersagli dell’artista? La burocrazia, la corruzione, i politici, le star dello spettacolo, gli intellettuali. Gli unici a salvarsi dalla satira feroce di Guo sono i poveri lavoratori, che costituivano lo zoccolo duro del suo pubblico e riempivano i teatri per assistere ai suoi spettacoli.

Fino a ieri, perché oggi la gente – interpellata sulla vicenda del comico – sembra innervosirsi e preferisce parlare d’altro. A fianco di Guo, soltanto il popolo della rete con vari interventi su Twitter o sui blog.

Al momento l’artista tace, non rilascia interviste, fa della beneficenza per recuperare un minimo di popolarità. Il teatro dove era solito esibirsi è chiuso. E non c’è davvero più niente da ridere.