Rapporti Italia – Cina

INCONTRO TRA XI JINPING E RENZI IN SARDEGNA
Perché il presidente cinese è stato in Sardegna e ha incontrato Matteo Renzi: https://t.co/qnLnzFyAF1

Renzi, molto importante incontro con Xi Jinping: http://bit.ly/2fd7z27

Cina, tra Xi Jinping e Matteo Renzi un incontro in amicizia: https://t.co/k3N7DOUzrz

Ecco come i media cinesi hanno parlato dell’incontro Xi – Renzi: http://bit.ly/2gsdPYI

Xi Jinping in Sardegna, visto dalla Cina: http://bit.ly/2foReHq

Sisci – Il brutto segreto dell’incontro tra Renzi e Xi Jinping: http://bit.ly/2eTBO2z

IL SALONE DEL MOBILE A SHANGHAI
Il Salone del mobile debutta a Shanghai: http://bit.ly/2eTwyMt

Buyer cinesi all’assalto del mobile italiano: http://bit.ly/2fu7Pup

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Meglio B. di Grillo (Oddio, l’ho detto!)

Scared_GirlIeri, a pranzo con un amico, mi sono ritrovata a dire la seguente frase: “piuttosto che il Movimento 5 stelle e Grillo, Forza Italia e Berlusconi tutta la vita”. Ho trasalito da sola. Mai e poi mai avrei immaginato che sarebbe arrivato un momento della mia vita in cui avrei pensato a Berlusconi come ad “un male minore”. Ebbene, ieri è successo. Ho pensato e poi detto ad alta voce che preferisco avere ministri Lupi, Lorenzin e Alfano, piuttosto che Di Maio, Di Battista e Lombardi.

C’ho riflettuto tutto il pomeriggio, è diventata quasi un’ossessione: come è possibile che mi sia ridotta a credere che il partito di Berlusconi non sia la cosa peggiore per l’Italia? Faccio parte della generazione che ha sempre visto sull’altro fronte politico solo e soltanto Berlusconi, un Berlusconi prevalentemente vincente per giunta, breve parentesi di Prodi a parte. L’ho sempre disprezzato, ho sempre detestato il modo di fare suo e di quelli che gli stavano attorno, mi sono impressionata per tutte le storie di ragazze e ragazzine (e non per moralismo), nei 6 anni in Cina mi sono spesso vergognata di essere italiana.

Eppure, ieri ho detto ad alta voce quella frase. Molti guai del nostro paese sono frutto delle politiche berlusconiane degli ultimi 20 anni e del fatto che la sinistra non sia mai stata in grado di aggiornarsi ed emanciparsi da un’identità quasi unicamente anti-berlusconiana. Per anni abbiamo accusato B. di aver enormemente abbassato il livello culturale di questo paese. Innegabile. Berlusconi per vent’anni ha ripetuto “mi sono fatto da solo” e ha cavalcato due grandi cavalli di battaglia: le toghe rosse e gli avversari comunisti. Lascio da parte la deriva da satrapo degli ultimi anni, e affronto la questione culturale legata soprattutto all’informazione. Berlusconi, per primo, ha fatto diventare normale la cultura della “dis-informazione”: se per la sinistra e per il buonsenso “Ruby era una minorenne”, per la destra “Ruby era la nipote di Mubarak”. Ebbene, il M5S ha “elevato alla n” la disinformazione di era berlusconiana, esasperandola. Siamo passati dalla coppia “Ruby era minorenne – Ruby era la nipote di Mubarak”, ad un inedito “Ruby era minorenne – Ruby era la nipote di Mubarak – il Pd e i poteri forti sapevano e hanno taciuto” (il mio è ovviamente un paradosso…). Tutto si è trasformato in un magma di disinformazione che riguarda ogni ambito pensabile: ambiente (scie chimiche), economia (lobby e fregature ovunque), cultura (giornalisti pennivendoli), politica (gli onorevoli sono tutti uguali; la Kasta contro la ggente) etc. etc. Il M5S ha sdoganato e inserito in un sistema culturale stremato da vent’anni di berlusconismo parole d’ordine populiste basate sull’arroganza, sull’ignoranza e sul qualunquismo più becero, dove vale tutto e il contrario di tutto. Chiunque sa tutto e può esprimere opinioni e punti di vista su tutto; esiste solo e soltanto il metro (applicato arbitrariamente, per altro) “onesto-disonesto” per valutare la realtà; lo sport nazionale è diventato fare sempre e comunque di tutta l’erba un fascio; le parole sono state svuotate del loro significato e vengono usate a caso e con superficialità. Ogni questione è inquinata di sospetto, complotto e malafede. E i toni sono sempre intrisi di violenza. Si sono completamente persi la misura, il limite, il confine tra le cose. Semplicemente, la complessità della realtà, nel dibattito pubblico italiano, non è più un fattore rilevante: finisce tutto in vacca, sempre e comunque.

Questo, nonostante le responsabilità siano piuttosto chiare e circoscrivibili, non lo si rimprovera a nessuno. Anzi, lo si continua a giustificare, a minimizzare, a paragonare ad altro. Ci pensate mai all’effetto che avrà nella storia del nostro paese questo ennesimo appiattimento culturale, molto più pericoloso di quello a cui abbiamo assistito finora grazie a B.? Mi spiace, ma io non riesco a salvare i 5 Stelle e quello che rappresentano da nessun punto di vista. E assolutamente no, non mi accontento del fatto che ogni tanto (raramente, se si va ad approfondire) abbiano fatto notare che il parlamento stava vagliando provvedimenti poco ortodossi. Credo siano i principali responsabili di un degrado del dibattito pubblico, da cui temo sarà molto difficile tornare indietro. L’esempio più eclatante di questo imbarbarimento si tocca con mano nel settore dell’informazione: ormai molti giornali e tutti i programmi di informazione televisiva (salvo poche eccezioni) inseguono la rabbia e il malpancismo invece che spiegare e approfondire quello che succede.

Tutta questa premessa per dire che io non capisco e comincio a mettere in discussione chi da sinistra continua ad essere possibilista su una collaborazione con i 5 Stelle e a irridere pregiudizialmente la forzata alleanza temporanea con il centro destra. Ci hanno provato Bersani, Letta e Renzi: dopo un anno nessuno è riuscito a farsi ascoltare e siamo ancora lì a voler convincere persone che non decideranno mai di essere costruttive, piuttosto che compattarci attorno all’unica esile speranza di ripresa che si sta offrendo a questo paese (tra l’altro, speranza di sinistra: tassare le rendite finanziare, ad esempio, almeno a parole mi sembra più di sinistra di qualsiasi cosa detta da Bersani e Co. in 15 anni)?

Purtroppo, volenti o nolenti, la verità è una sola: Renzi in questo momento è l’unico che può fare qualcosa di positivo per l’Italia. Grillo e Berlusconi non sono in grado e non vogliono. Ha davvero senso tutto questo odio gratuito nei confronti di Renzi da parte della sinistra? Sarà interessante per chi studierà la storia italiana di questo periodo capire perché le critiche più violente e gratuite contro Renzi (dico gratuite perché ad oggi non ci sono ancora gli elementi per giudicare il suo operato) arrivano da sinistra.

Augurarsi che Renzi fallisca, e lavorare perché ciò accada (penso a Civati, ma penso anche al messaggio neanche troppo velato dell’abbraccio di ieri tra Letta e Bersani) significa semplicemente sperare che l’Italia vada a schiantarsi definitivamente. Ed è inutile negare che se Renzi si schianta, l’Italia rimane sola con Grillo e Berlusconi e allora sì che sarà finita davvero. Certo, si può far finta di non voler vedere, si può decidere di fare i superiori, si può continuare a dire “io ormai non voto più nessuno”, ma questo non risolverà né cambierà le cose. Se possibile, le peggiorerà e basta.

Ps: Assurdo: una cova per mesi un post come questo, che naturalmente la esporrà a strali grillini e veterosinistri, e si decide a scriverlo il pomeriggio in cui cominciano a filtrare notizie circa una presunta fronda ribelle dei 5 stelle in Parlamento… Se son rose, fioriranno…

Mini rassegna sul Governo Renzi

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“Mini-rassegna sul governo Renzi” per chi – entusiasta, perplesso o deluso – avesse voglia di riflettere e di approfondire quello che sta succedendo in questi giorni al netto di pregiudizi e grillismo.

L’analisi (a caldo) di Francesco Costa

La delusione di Luca Sofri. Sono molto interessanti da leggere anche i commenti al post.

Le dieci cose da sapere sul perché del governo Renzi di Jacopo Iacoboni

L’intervista barbarica di ieri a Enrico Mentana, con gli interventi di Debora Serracchiani e Sergio Staino

La spiegazione di Matteo Orfini

Le scelta di Laura Puppato

Le riflessioni di Ivan Scalfarotto