L’altro Nobel

Lo scorso 17 novembre sul quotidiano filo governativo “Global Times” è comparso un editoriale che suggeriva l’istituzione di un Premio Confucio per la Pace da contrapporre al premio norvegese. Chi doveva avere orecchie per intendere, ha inteso. Detto, fatto.

Da questa mattina circola la notizia che domani una commissione cinese consegnerà il Premio Confucio per la Pace a Lien Chan, ex vice presidente di Taiwan e presidente onorario del partito nazionalista, per aver “costruito un ponte di pace tra la Repubblica Popolare Cinese e Taiwan”. Gli altri candidati erano Bill Gates, Nelson Mandela, Jimmy Carter, il leader palestinese Mahmoud Abbas e il Panchen Lama (quello scelto da Pechino).

Il premio, che consiste in una borsa di 100.000 yuan (15.000 dollari), nelle parole degli organizzatori rappresenta “una risposta pacifica al Premio Nobel per la pace 2010, e spiega la visione della pace che ha il popolo cinese”.

Aggiornamento del 9 dicembre:

L’ufficio di Lien Chan a Taiwan ha fatto sapere di non aver mai sentito parlare del Premio Confucio per la Pace e di non avere intenzione di accettarlo.

La cerimonia di consegna si è svolta comunque a Pechino nel pomeriggio di oggi. Una bambina ha ritirato il premio al posto del signor Chan: 100.000 yuan in contanti legati insieme da un nastro rosso. Pare che le persone presenti abbiano fatto riferimento a Liu Xiaobo definendolo “quello con il nome di tre caratteri”, senza mai nominarlo esplicitamente.