La Cina che (si) conta

Mancano meno di cinque giorni alla monumentale operazione che costerà al governo cinese la bellezza di 880 milioni di euro: il sesto censimento della popolazione cinese.

1953, 1964, 1982, 1990 e 2000 gli altri anni in cui i cinesi hanno fatto l’appello e si sono contati. Risale proprio all’anno 2000 la cifra di 1 miliardo e 300 milioni usata comunemente nell’ultimo decennio per riferirsi alla nazione più popolosa del mondo.

Dopo un lavoro di preparazione durato mesi, dal 1 al 10 novembre, 6 milioni e mezzo di “addetti al censimento” saranno sguinzagliati in tutto il paese per raccogliere informazioni riguardanti l’identità, l’età, il sesso, l’etnia, il livello di istruzione, il tipo di occupazione, il numero di figli, e il luogo della registrazione di residenza di tutti i cinesi. Due le principali novità rispetto ai passati censimenti: per adeguarsi agli standard Onu, quest’anno la Cina conterà anche i cittadini di Hong Kong, Macao, Taiwan e gli stranieri che abbiano risieduto in Cina per più di 6 mesi. Inoltre, i migranti non saranno più registrati nel luogo in cui risultano residenti, ma in quello in cui effettivamente vivono. In Cina esiste una severa modalità di registrazione della residenza – il cosiddetto sistema hukou – che distingue tra abitanti urbani e abitanti rurali. La maggior parte dei contadini che arrivano nelle grandi città cinesi in cerca di fortuna rimangono registrati come “cittadini rurali” e nella loro nuova sede di vita non possono accedere ai servizi governativi (come la sanità e l’istruzione) di cui beneficiano i possessori dell’hukou urbano.

Negli ultimi anni sempre più persone si sono spostate dalla campagna alla città. Si prevede addirittura che entro il 2025 più di un miliardo di persone vivrà nelle aree metropolitane. Una delle sfide più grandi di questo censimento, secondo i funzionari, sarà proprio dare un volto più nitido alle centinaia di milioni di persone che formano la popolazione migrante della Cina.

Un’altra grande sfida sarà quella di contare i circa 3 milioni di bambini nascosti che vengono alla luce ogni anno da genitori che aggirano la politica del figlio unico. Il governo, per incentivare la loro registrazione, ha promesso condoni alle multe per chi dichiari l’esistenza di un figlio “abusivo”.

Infine, il governo dovrà vedersela anche con un nuovo diffuso sentimento di diffidenza. La crescita della classe media e delle classi più abbienti ha comportato un aumento di consapevolezza della propria privacy. Molti cittadini sono restii a rilasciare informazioni personali per paura che possano ritorcersi contro di loro in un momento successivo. I funzionari hanno assicurato in diverse occasioni che i dati sensibili rimarranno in mano agli addetti al censimento e avranno come unico scopo la compilazione del corretto conteggio della popolazione.

Le cifre ufficiali, che verranno rese pubbliche il prossimo anno, daranno ai leader cinesi una base chiara per programmare le future politiche economiche e sociali del paese.