I fiori del nonno

Tratti dal sapore antico, movimenti essenziali, una musica delicata e una lentezza che il nostro tempo non ci regala più. “I fiori del nonno” è un commovente corto di animazione realizzato dagli studenti di media digitali della Jiangnan University. Racconta l’amore con la elle maiuscola, quello fatto di pazienza, quotidianità e gesti premurosi. Un piccolo gioiello.

Cinesi che fanno le scarpe

Qualcuno l’ha addirittura definito “il più grande vincitore delle Olimpiadi 2008”. Altri hanno storto il naso davanti alle campagne pubblicitarie capaci di saccheggiare contemporaneamente le strategie di marketing dei due principali rivali su scala mondiale: Il logo che ricorda molto da vicino il celebre “baffo” della Nike, soltanto rivolto verso il basso anziché verso l’alto; lo slogan “Anything is possible” che ribaltava le notissime parole d’ordine degli spot Adidas: “Impossible is nothing”. Ora il marchio Li Ning, leader in Cina nel campo dell’abbigliamento sportivo, sta per sbarcare negli Usa. Dopo l’apertura di uno showroom a Portland (Oregon), è giunto il momento del lancio di un cliccatissimo video in cui le calzature made in China si trovano ad affrontare la rigida accoglienza di due doganieri americani, pronti a ricredersi dopo aver testato sul campo di basket, tra un salto e una schiacciata, la qualità del prodotto.

Ex gloria della ginnastica cinese, nell’immaginario collettivo il “tedoforo volante” della cerimonia di apertura della kermesse olimpica di due anni fa, Mr. Li Ning da vent’anni si occupa con successo di affari. La ditta che porta il suo nome è una delle poche a non aver subito contraccolpi tra i marosi della crisi globale. Tutt’altro: nel primo semestre del 2010 il fatturato è cresciuto dell’11%.

Nonostante il successo in patria, per ora soltanto l’1% degli utili della Li Ning proviene dalle esportazioni estere. La musica, però, sembra destinata a cambiare.

In giro per il pianeta, infatti, sempre più protagonisti dello sport indossano indumenti tecnici col marchio Li Ning: squadre di calcio europee (Celta di Vigo, Espanyol di Barcellona, Malaga), rappresentative nazionali di pallacanestro (Argentina, Spagna), stelle dell’altetica leggera (Asafa Powell, Yelena Isinbayeva), addirittura cestisti NBA (Shaquille O’Neal).

La guerra valutaria tra Cina e Usa, a colpi di rap

A Seoul sta per cominciare il G20. Uno degli argomenti più scottanti del vertice internazionale sarà la guerra valutaria tra Cina e Stati Uniti.

Next Media Animation, l’azienda di Taiwan famosa per le sue ricostruzioni delle news in 3D, propone un divertente riassunto del contenzioso a colpi di rap tra il presidente Obama e il presidente Hu Jintao.

Constatazioni poco amichevoli

E’ comparso su internet  il video che probabilmente riaccenderà ancora una volta i toni della disputa sino-giapponese sulle isole Diaoyu. Da quando il 7 settembre scorso un peschereccio cinese ha speronato una motovedetta nipponica in acque contese, la tensione diplomatica tra i due giganti asiatici ha continuato a salire.

Non è ancora chiaro come il video sia finito su internet, visto che le autorità giapponesi stanno vagliando la sua autenticità proprio in questi giorni.

RetroffiCina. Un blog nel blog.

The Pianist

Liu Wei ce l’ha fatta. Il giovane pianista di Pechino, che ha perso le braccia a causa di un incidente con l’alta tensione quando aveva 10 anni, ieri sera si è aggiudicato la vittoria nella prima edizione del programma televisivo “China’s got Talent”. La sua interpretazione del brano “You’re beautiful” dell’inglese James Blunt ha convinto il pubblico a casa e quello che assisteva alla diretta nello stadio di Shanghai. Il televoto l’ha visto prevalere alla piccola finalista di 7 anni Zhang Fengxi.

La famosa cantante di Taiwan Jolin Tsai dal palco l’ha invitato ad accompagnarla durante il suo Tour mondiale che la porterà per 3 mesi a Las Vegas. Sono anche in ballo dei contratti con la Sony Music Entertainement e la Fremantle Media, la compagnia internazionale che produce il format di “America’s got talent” e “Pop Idol”.

Liu Wei ha reagito con molta umiltà alla notizia della vittoria, dicendo che avrebbe preferito vincesse un suo amico cantante arrivato nella cerchia degli 8 finalisti.

Il pianista di 23 anni, dopo la sua prima apparizione nel programma lo scorso agosto ha convinto e commosso da subito il pubblico di una trasmissione che in Cina ha avuto un successo senza precedenti.

“China’s got Talent” è stato per diverse serate il programma più visto della storia di Shanghai, raggiungendo il 20.46% di share. La puntata di ieri ha inchiodato davanti al televisore addirittura più shanghaiesi del tradizionale gala serale in onda tutti gli anni la sera di Capodanno cinese, storicamente il prodotto televisivo che nel paese di mezzo ha più pubblico in assoluto.

Non si può che augurare a Liu Wei tutto il bene possibile.

Ecco la sua esibizione, a partire dal 30° secondo

La crisi sino-giapponese in 3D

Cina e Giappone sono sempre più ai ferri corti. A dieci giorni dalla confisca di un peschereccio cinese in acque territoriali contestate al largo delle isole Diaoyu da parte della marina del Sol Levante, i toni dello scontro verbale si sono fatti sempre più duri e le minacce diplomatiche hanno subìto una costante escalation. Ad aggravare le tensioni ha contribuito anche la morte di un panda cinese in uno zoo giapponese, avvenuta durante  una procedura di raccolta di sperma.

L’equipaggio del peschereccio cinese è già stato rilasciato, ma il capitano  Zhan Qixiong è ancora agli arresti con l’accusa di “aver ostacolato una forza pubblica”.

Manifestazioni anti nipponiche si sono verificate in diverse città cinesi, accompagnate dall’interruzione dei contatti tra i canali diplomatici ufficiali.

Il premier Wen Jiabao, in visita a New York per partecipare alla conferenza delle Nazioni Unite, ha evitato di incontrare il suo omologo giapponese e ha esortato il Giappone a liberare immediatamente e incondizionatamente il capitano del peschereccio.

Next Media Animation, l’azienda di Taiwan famosa per le sue ricostruzioni delle news in 3D, propone un riassunto “leggero” della vicenda.

Lanterne (a luci) rosse

In Cina se ne parla ormai da mesi. Ora l’attesa dovrebbe essere quasi finita.

Ambientata nei suggestivi vicoli degli Hutong di Pechino, le famose case-cortile della città vecchia, la commedia “Red Light Revolution” racconta la storia di Shunzi, un disoccupato che per sbarcare il lunario decide di aprire un Sexy shop sconvolgendo familiari e vicini e istigando una vera e propria rivoluzione sessuale nel suo quartiere. Il tutto condito con battute, ammiccamenti ed equivoci.

La produzione e la regia sono australiane, ma l’ambientazione e la maggior parte degli attori sono cinesi al cento per cento. Sam Voutas, il regista, durante un’intervista rilasciata all’Indipendent ha affermato di aver trovato l’ispirazione gironzolando per le strade di Pechino: “Mi ha sorpreso vedere quante centinaia di negozi per adulti in più esistano ora rispetto agli anni ’80. Sono aumentati passo passo con la commercializzazione della Cina. Negli anni ‘90 c’era un unico negozio di questo tipo, e sembrava un ospedale. Mi interessava cosa spinge qualcuno a aprire una tale attività. Ho quindi deciso di approfondire il tema utilizzando la commedia”.

Nonostante la Cina sia un paese in cui le pubblicazioni pornografiche di ogni genere sono espressamente illegali e in cui il sesso rimane un tabù, il boom ha coinvolto anche l’industria a luci rosse. La Repubblica Popolare, infatti, produce oggi il 70% dei prodotti erotici destinati ai negozi per adulti in tutto il mondo e sul suo territorio conta più di 200 mila sexy shop. La crescita dell’industria ha inoltre coinciso con un cambio di mentalità della società soprattutto tra i giovani, che sono sempre più aperti e tolleranti nei confronti delle tematiche e delle abitudini legate alla sessualità.

Al momento resta solo da capire se le autorità censorie di Pechino accetteranno di diffondere in patria una pellicola che potrebbe turbare i promotori della cosiddetta “Società Armoniosa”.