Mini – Rassegna su Liu Xiaobo e sulla sua scomparsa

LIU XIAOBO
Alcune stranezze e qualche precisazione su Liu Xiaobo (Pieranni) https://t.co/8GoXBt0P36

Il ricordo di Liu Xiao Bo della giornalista Ilaria Maria Sala che l’ha conosciuto: https://t.co/mcn2poMMVI

È morto Liu Xiaobo, l’intellettuale che impauriva Pechino https://t.co/cwOYVOxsJO

Addio a Liu Xiaobo, il fragile Nobel che sfidò Pechino (Buzzetti, Agichina) http://bit.ly/2ti972v

La lettera d’amore che Liu Xiaobo ha scritto alla moglie Liu Xia negli ultimi giorni di vita https://t.co/qjWrQXIlcf

La famiglia di Liu Xiaobo disperde le sue ceneri in mare https://t.co/RgiVbT0OXg

Dopo la morte dello scrittore appello per la liberazione della moglie Liu Xia (Pira) https://t.co/CS0t2ckKZ7

Come gli utenti internet cinesi hanno aggirato la censura per commemorare Liu Xiaobo: https://t.co/wRvuhLcgA8

Ritratto di Liu Xia, la moglie di Liu Xiao Bo (pezzo del febbraio 2017) http://bit.ly/2uFxv1z

Il nobel e il suo folletto insegnano al mondo la forza del silenzio (Bignardi) http://bit.ly/2uCspU9

OPERE
Liu Xiaobo, la sua poesia su Tiananmen https://t.co/OyfMKnClfh

La poesia “One Letter Is Enough” https://t.co/sphaT22sS8

La poesia “You Wait for Me with Dust” http://bit.ly/2vFfgqt

COMMENTI
Intervista a Stefano Cammelli: “Liu Xiaobo ha sfidato le regole, questo esito era scontato” https://t.co/hEZDkAKxp8

Intervista a Lampton, direttore China studies: “L’Occidente prima o poi dovrà dire da che parte sta” https://t.co/F8DFykpezk

La vignetta di Budiucao, vignettista e attivista cinese che vive in Australia

Lateral: la rubrica “Vieni avanti Pechino” del 27 giugno 2017

La mia rubrica “Vieni avanti Pechino” di oggi a Lateral di Radio Capital, ovvero la volta che sono arrossita in radio: le gravi condizioni di salute del premio Nobel Liu Xiaobo, i preparativi per l’arrivo di Xi Jinping ad Hong Kong per la commemorazione del XX anniversario del passaggio dell’ex colonia britannica alla Cina, la legge per tutelare l’inno nazionale e la mania del riconoscimento facciale.
Qui, al minuto 21 circa: http://bit.ly/2tRJExp

Rassegna Stampa Cinese: Giugno 2017

IL NOBEL LIU XIAOBO
Pieranni: perché si è tornati a parlare del premio Nobel Liu Xiaobo: http://bit.ly/2rXnFUG

Il Nobel per la pace 2010 il cinese Liu XiaoBo è in libertà condizionale in ospedale a causa di un cancro al fegato https://t.co/eiaDF6vlLN

Il bel pezzo di Ilaria Maria Sala su Liu XiaoBo e la Cina: https://t.co/mcn2poMMVI

20° ANNIVERSARIO DEL PASSAGGIO DI HONG KONG ALLA CINA
Il bilancio della formula “un paese, due sistemi”, a 20 anni dal ritorno di Hong Kong alla Cina: https://t.co/l3MBEeU9eX

Hong Kong si prepara all’anniversario. Dopo Occupy, le tensioni con Pechino http://bit.ly/2th6mSQ

Xi Jinping andrà ad Hong Kong per il 20esimo anniversario del suo passaggio alla Cina https://t.co/GO0Fy3glwq

La Cina è sempre più vicina https://t.co/6fsJG5g3Xd

Hong Kong, drappo nero su monumento emblema del passaggio a Cina http://bit.ly/2tbSxVD

INTERNI
Arrestato il miliardario cinese proprietario del Waldorf Astoria https://t.co/3cc3R7bR5Z

ESTERI
Corea del Nord, Cina e Usa: a che punto è il rischio di una guerra in Corea del Nord dopo la morte di Otto Warmbier https://t.co/W9qTgZGx1O

Corea del Nord, Usa e Cina concordi: «Stop agli affari con Pyongyang» https://t.co/AxxNNqJrKo

Cina, un glorioso passato che non convince il resto del mondo https://t.co/ghmBZx1Zvm

Impressioni dal Forum Ue-Cina di Bruxelles: http://bit.ly/2s73F6h

Cina e investimenti: Grande Muraglia o Via della Seta? https://t.co/lqndruMd3B

La politica dei “treni veloci” cambia brand nell’era di Xi Jinping https://t.co/FcAmRUXRiA

SOCIETÀ
In Cina si può morire di indifferenza https://t.co/TZ3dadPSNe

VARIE
Xiongan, la nuova mega città di Xi Jinping, si sta espandendo sotto terra: https://t.co/GoUm44OYo7

Pechino riprende la guerra contro il “Chinglish” per evitare le gaffe di traduzione
https://t.co/TAFe8O8QO3

Mobike, la nuova icona della Cina che cambia: http://bit.ly/2tcjmZO

In Cina nasce la prima città foresta, il progetto è Made in Italy https://t.co/bJ8UGBBW

In Cina si sta pensando di vietare il gesto di appoggiare la mano sul cuore durante l’inno nelle manifestazioni sportive: “troppo americano” https://t.co/e1NVBmdcrk

La Cina sulla Luna, tutte le missioni del suo programma spaziale dei prossimi anni https://t.co/83hMNdc0ZE

CULTURA
Con Bao Publishing il fumetto cinese moderno http://bit.ly/2sHvtMR

Hong Kong skyline from The Peak

Lateral: la rubrica “Vieni avanti Pechino” del 6 giugno 2017

La mia rubrica “Vieni avanti Pechino” di oggi a Lateral di Radio Capital: le dimissioni dell’ambasciatore americano in Cina per protestare contro la decisione di Trump di abbandonare gli impegni per la lotta all’inquinamento, gli appuntamenti al buio di massa voluti dal Partito Comunista Cinese per contrastare la singletudine, il successo della toilette revolution.
Qui, al minuto 22 circa: http://bit.ly/2rGyB9C

Rassegna stampa cinese dal 16 al 30 maggio 2017

INTERNI
Le nuove Guardie Rosse (del web cinese): si chiamano Piccoli Rosa e sono ragazze https://t.co/bisiiohKpQ

I funzionari cinesi che guardano 700 film porno alla settimana https://t.co/Yg0sRu6xj4

I millenial cinesi ricchi comprano immobili all’estero con il cellulare: https://t.co/iLEuFJhJ0n

Alibaba, la net-epopea della via cinese alla ricchezza: https://t.co/KyMca6MMqr

Non con la guerra ma con l’e-commerce: così la Cina conquisterà il mondo http://bit.ly/2riX1rF

ESTERI
Ecco perché la Cina deve farsi venire in mente come nutrire il mondo: https://bloom.bg/2qLKgWq

Il New York Times denuncia: Informatori della Cia spariti in Cina. Pechino: Fantasie: https://t.co/RH9KOcTkMe

TAIWAN
A Taiwan il primo sì in Asia ai matrimoni gay https://t.co/PPNHTVRRMW

VARIE
Reportage: Insegnare sul tetto del mondo (Puma Jiangtang, #Tibet) http://bit.ly/2rzYb33

Joshua: Teenager vs. Superpower. Il (bel) doc di Netflix sul ragazzo di Hong Kong che ha deciso di sfidare la Cina. Vivamente consigliato.

LA NUOVA VIA DELLA SETA (Mio pezzo per Tempi.it)

I porti di Genova e Trieste, la cultura e il turismo saranno i principali settori di cooperazione nei futuri rapporti tra Italia e Cina. L’ha affermato oggi a Pechino, in conferenza stampa, il premier Paolo Gentiloni, fresco di partecipazione al primo Forum One Belt One Road del 14 e 15 maggio, un’iniziativa fortemente voluta dal presidente della Repubblica Popolare cinese Xi Jinping. Vi hanno partecipato 29 capi di stato (tra cui Putin ed Erdogan), 1200 delegati di 110 paesi, la Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale. Gentiloni è stato l’unico leader del G7; Germania e Gran Bretagna si sono limitate a inviare i ministri dell’economia, mentre la Francia ha inviato l’ex premier Raffarin. Il primo ministro italiano ha parlato di “sintonia e amicizia tra due antiche civiltà, che si ritrovano oggi sulla Via della Seta” e ha sottolineato l’importanza della posizione strategica del nostro paese: potrebbe diventare, infatti, un punto di connessione imprescindibile tra la rotte marittime e quelle terrestri del progetto cinese One Belt One Road (“Una cintura, una via”, OBOR).
Xi Jinping aveva evocato per la prima volta l’immagine di una “Nuova Via della Seta” durante un discorso alla Nazarbayev University di Astana, in Kazakistan, nel settembre 2013. Citando una “preziosa rivelazione” lasciataci in eredità dall’Antica Via della Seta, aveva parlato di popoli di diversi paesi che “hanno scritto insieme un capitolo traboccante di amicizia, tramandato e fatto risuonare nei secoli”, aveva descritto “una storia di scambi lunga più di duemila anni che testimonia come Paesi di differenti etnie, credenze e culture possano godere di una pace e uno sviluppo comuni” e aveva ceduto a un nostalgico lirismo biografico: “la mia provincia natale, lo Shaanxi, si trova proprio sul punto di partenza dell’antica Via della Seta. Stando qui a rievocare la storia, mi sembra di sentire il tintinnio delle campane dei cammelli, che risuonano tra le montagne, e di vedere le colonne di fumo arricciarsi verso l’alto, fluttuando nel vasto deserto. Tutto ciò mi è estremamente caro”.
A poco più di tre anni da queste parole, la seconda economia mondiale ha già investito più di 50 miliardi di dollari in progetti di infrastrutture e trasporti, coinvolgendo 68 paesi allo scopo di creare una zona di cooperazione economica tra Asia, Africa e Europa che potenzi gli antichi percorsi carovanieri della Via della Seta e ne crei di nuovi (in tutto, si tratterà di quattro corridoi terrestri e due corridoi marittimi). Per finanziare questo faraonico progetto, la Cina si è dotata del fondo statale di private equity New Silk Road Fund da 40 miliardi di dollari – domenica, nel discorso inaugurale del Forum, Xi Jinping ha promesso nuovi investimenti per 14,5 miliardi di dollari – e della Asian Infrastructure Investment Bank (AIIB, l’Italia è tra i fondatori) con un capitale da 100 miliardi di dollari, entrambi strumenti che da molti sono stati interpretati come un tentativo cinese di scalfire il monopolio della Banca centrale, del Fondo monetario internazionale (a guida americana) e della Banca Asiatica (a guida giapponese).
Si calcola che OBOR avrà un impatto su 4,4 miliardi di persone, toccherà il 40% del Pil mondiale, muoverà 900 miliardi di investimenti e interesserà il 75% delle risorse energetiche globali, assicurando alla Cina, grazie a una fitta rete di accordi diplomatici, una crescita stabile del Pil interno, un allargamento della sfera di influenza geopolitica e la garanzia dell’approvvigionamento di nuove risorse energetiche.
Quello di Xi Jinping è un disegno visionario, dunque, che mette la Cina al centro del mondo, sconquassa gli equilibri esistenti e aggiorna il concetto di globalizzazione, spostandone l’asse da Occidente a Oriente. Sono passati quasi 40 anni dal famoso “arricchirsi è glorioso” di Deng Xiaoping a cui si deve la spinta della Repubblica Popolare Cinese ad aprirsi all’esterno. Per decenni, la Cina ha vissuto la globalizzazione in modo passivo, da fabbrica del mondo. Ora che ne è uscita comunque vincitrice – come orgogliosamente sottolineato per la prima volta da Xi a gennaio, durante il Forum di Davos – ambisce ad un ruolo più che mai attivo e determinante. L’avvento di Trump alla Casa Bianca e la tentazione di un ritorno al protezionismo dell’economia americana contribuiscono ad accelerare il processo. Il progetto OBOR è lo strumento pragmatico con cui il Celeste Impero può avverare in parte il “sogno cinese” (zhongguo meng) di Xi Jinping: essere per il mondo la “forza più vigorosa nella potente tendenza alla globalizzazione” e l’occasione per uno sviluppo win-win, potenzialmente foriero di effetti benefici per tutti. Organica al progetto, la promessa di un soft power “gentile”, che non si intrometta negli affari interni degli altri paesi, alternativo a quello “interventista” americano.
Il Forum One Belt One Road a Pechino è servito proprio a dare al mondo la visione plastica del nuovo ruolo globale di Pechino. Per tre giorni, la Cina di Xi è stata il centro della diplomazia e dell’economia mondiali. Da segnalare l’incontro tra le delegazioni di Nord e Sud Corea, durante il quale il capo della rappresentanza di Seul Park Byeong-seug ha espresso forte condanna e preoccupazione per il missile testato da Pyongyang domenica mattina e l’incontro tra Putin e Erdogan per discutere della questione siriana.
Dalla cabina di regia, la Cina ha supervisionato e ha indicato una possibile direzione da seguire, proponendosi come potenza responsabile e pacifica in un momento in cui gli Stati Uniti sembrano in balia di una presidenza inaffidabile e irrequieta. Non a caso Xi Jinping, nel discorso di apertura, ha sottolineato come la “Nuova Via della Seta” possa diventare un mezzo per promuovere “pace e prosperità”, concetto ribadito più volte anche nello storytelling allestito attorno ad OBOR dalla propaganda cinese.
Il progetto “Una cintura, una via” lascia aperti molti interrogativi e fa alzare parecchie sopracciglia, soprattutto in Europa per i suoi aspetti nebulosi e preoccupanti: non fa chiarezza su molti dei suoi numeri ciclopici (vedi alla voce rischi di investimento), e glissa sulla complessità di alcuni teatri coinvolti, in zone decisamente calde del pianeta. Tuttavia, lo sguardo di Xi Jinping sembra davvero quello proiettato più lontano. Altre visioni, al momento, non sono pervenute.
Il leader cinese ha salutato i suoi ospiti dando loro appuntamento al 2019. Chissà a che punto sarà allora il processo di governance globale cinese e, soprattutto, chissà quale ruolo sarà riuscita a ritagliarsi l’Italia.

Mini – Rassegna sul Progetto della “Nuova Via della Seta”

Il mio pezzo per Tempi.it: http://bit.ly/2qoDkxR

Tutto ciò che volete sapere su OBOR e non avete mai osato chiedere (di Alessandra Spalletta): http://bit.ly/2qohhYq

Una (nuova) via della Seta per la Cina potenza globale: http://bit.ly/2qNRz0K

Il forum sulla Nuova Via della Seta ha mostrato il potere della Cina, e quello della sua propaganda: http://wapo.st/2pTdeQ6

Xi Jinping conclude il Forum One Belt One Road dando appuntamento al 2019: https://t.co/n0KjHaiWPb

Il Forum delle nuove vie della seta celebra la globalizzazione con caratteristiche cinesi http://bit.ly/2t4301K

Kim offusca lo show della global economy sognata dalla Cina (Simone Pieranni): http://bit.ly/2pRkoFq

Incontro Gentiloni-Xi, da Belt and Road segnale positivo. Gentiloni invita Xi in Italia: http://bit.ly/2pRpukQ