Deng Xiaoping VS Black Widow

image1Venerdì 15 maggio il botteghino cinese vedrà la sfida tra l’americanissimo “Avengers: Age of Ultron” e il cinesissimo “Mr Deng goes to Washington”.
“Non è un caso”, hanno dichiarato i produttori cinesi, “Deng Xiaoping è la versione cinese dei supereroi”.
Il documentario racconta la storica visita del 1979 del leader cinese negli Stati Uniti. Un tour di nove giorni tra Washington DC, Atlanta, Seattle, Houston, in cui Deng, allora 74enne, presenziò a più di 80 eventi tra ricevimenti, incontri con i politici americani e interviste televisive. Soprattutto, partecipò allo storico summit con l’allora presidente degli Stati Uniti Jimmy Carter. Si trattò del primo segnale di disgelo tra gli Usa e la Repubblica Popolare Cinese dopo decenni di assenza di relazioni diplomatiche. Un primo gesto di apertura da parte di un paese che durante tutta l’epoca maoista aveva scelto di restare isolato, un passo decisivo verso il famoso “arricchirsi è glorioso” e le riforme che hanno portato la Cina a diventare la potenza che è oggi.
Il documentario alterna materiali d’archivio acquistati dalle maggiori reti Americane (ABC, NBC, CBS) a spezzoni di animazione. Proprio questo aspetto conferisce particolarità al film: per la prima volta in assoluto, in una pellicola cinese, compare un leader politico in versione cartone animato. Un unicum, perché finora le caricature dei personaggi politici erano sempre state ritenute sconvenienti.
deng xiao pingIl regista Fu Hongxing ha dichiarato che è stato complicato arrivare all’uscita del film perché il processo di revisione/controllo delle autorità di propaganda cinesi è durato 6 mesi e ha comportato sei variazioni di montaggio.

Ciononostante, presentare Deng Xiaoping come un eroe della Nazione è il linea con lo storytelling adottato dal Presidente della Repubblica Xi Jinping, che ama presentarsi come suo erede tanto più in una fase nella quale ha dichiarato la lotta alla corruzione tra i suoi principali obiettivi.
Mr Deng goes to Washington” arriva circa un anno dopo un documentario monografico in 48 episodi sulla vita dell’ex presidente, mandato in onda dalla Tv nazionale CCTV.
Sarà interessante capire chi avrà la meglio dopo il primo weekend di programmazione: Deng Xiaoping e Jimmy Carter o Hulk e Iron Man?

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Aggiornamento al 20 maggio 2015: “Avengers: Age of Ultron” stravince al botteghino dopo il primo weekend.

Il mio Capitale umano

il-capitale-umano-valeria-bruni-tedeschi-fabrizio-gifuni-294111422Ho visto Il capitale umano. La prima sensazione, appena uscita dal cinema, è stata quella di aver guardato un film diverso rispetto a quello descritto e commentato nei vari pezzi di critica letti in questi giorni.
Accento a parte (quello di Bentivoglio a tratti disturbante da quanto è caricato e macchiettistico), non ci ho visto più di tanto la Brianza, e quindi mi sono sembrate assurde le varie polemiche, ma soprattutto non ci ho visto un’indagine sociologica sull’Italia. Ho avuto l’impressione che quello di cui parla Virzì potesse essere ambientato tale e quale in Francia, in Inghilterra…
Il film mi è sembrato una tragedia greca universale (in salsa thriller) in cui tutti giocano il loro ruolo da primi attori.
Credo mi sia piaciuto molto, ma devo lasciarlo depositare ancora un po’.

Ah, gli attori sono strepitosi.

Come un fiume in scena

“Impression Sanjie Liu” è il suggestivo spettacolo – ideato da Zhang Yimou, il più famoso regista cinese, curatore della cerimonia olimpica del 2008 – che anima la notte del piccolo villaggio di Yangshuo, gioiello della provincia del Guangxi.

Dopo ogni tramonto, giochi di luce a ritmo di musica tracciano pennellate di rosso, verde, blu, oro e argento sulla tela d’acqua del fiume Li, il palcoscenico naturale per circa seicento comparse.

La narrazione regala sensazioni capaci di trasformare in sogno la magia del luogo. Fermi immagine ispirati alla pittura tradizionale cinese – piccole barche di pescatori alle cui spalle si stagliano le caratteristiche colline della zona di Yangshuo – si alternano a scene di grande impatto in cui i figuranti fendono il nero della notte ricostruendo le vicende della leggendaria cantante Sanjie Liu e raccontando la vita delle minoranze etniche che popolano questo pezzo di Cina.

[Questo pezzo è uscito su Vogue.it, impreziosito dalle foto di una bravissima fotografa]

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I fiori del nonno

Tratti dal sapore antico, movimenti essenziali, una musica delicata e una lentezza che il nostro tempo non ci regala più. “I fiori del nonno” è un commovente corto di animazione realizzato dagli studenti di media digitali della Jiangnan University. Racconta l’amore con la elle maiuscola, quello fatto di pazienza, quotidianità e gesti premurosi. Un piccolo gioiello.

Spleen in salsa pechinese

Sull’internet cinese sta diventando sempre più popolare un corto artistico prodotto da un collettivo chiamato “11 du qingchun” (The bright eleven) e sponsorizzato dalla Chevrolet. “Miss Puff’s Goldfish Bowl” (La boccia per pesci rossi di Miss Puff) racconta la storia di una giovane pechinese alla ricerca del vero amore. A tratti poetico, il video combina ambienti reali e personaggi di animazione per tratteggiare la solitudine, l’insoddisfazione e la disillusione tipiche delle grandi metropoli.

Rimane ambiguo se il film sia semplicemente un video artistico o un’innovativa campagna promozionale della nota casa automobilistica. Il suo ultimo modello, la Chevrolet Cruize, compare infatti in diversi momenti della storia.

Buona visione!

L’amore ai tempi della Rivoluzione Culturale

“Under the Hawthorn Tree” (山楂树之恋), uscito nelle sale cinesi il 16 settembre, è il nuovo film di Zhang Yimou. Il celebre regista smette – finalmente – di far piroettare in aria i personaggi delle sue storie e torna a uno stile più vicino a quello dei film che lo hanno reso famoso in tutto il mondo. Ispirato a un romanzo di Ai Mi, “Sotto l’albero del biancospino” racconta l’amore tra Jing, figlia di un elemento di destra mandato in un campo di rieducazione (laogai), e Sun, figlio di un alto ufficiale dell’esercito. Sullo sfondo – anche se solo accennata – la rivoluzione culturale degli anni ’70. L’epoca in cui l’esistenza delle persone dipendeva da una decisione del partito, da una parola sbagliata, da un gesto che poteva costare l’etichetta di nemico del popolo, e quindi la carriera o la vita. Jing, costantemente minacciata da questo possibile destino a causa della sua condizione familiare, ama Sun di nascosto. Il loro amore è pudico e distante. È fatto di mani che si sfiorano, attenzioni, gesti, timide carezze, abbracci da lontano mimati dalle diverse rive di un fiume. È un amore puro, nato da uno sguardo e coltivato come un tesoro prezioso, un tesoro da salvaguardare e tenere lontano dalla freddezza e dall’aridità del mondo.
Tutto il film è giocato sull’attesa della prossima occasione di incontro per i due amanti e sul modo in cui decideranno di trascorrere i rari momenti insieme.
Fino alla fine.
Inquadrature fisse, ambienti spogli, sguardi, lunghi silenzi e una fotografia essenziale parlano di un tempo ormai lontano e di un amore puro e totalizzante scandito da promesse, oggi impossibili da mantenere.

RetroffiCina. Un blog nel blog.

10 stelle nella galassia GLBT cinese

Nel generale clima di sviluppo e cambiamento, c’è una Cina che viaggia a velocità ancora più folle. Finalmente. È quella della comunità GLBT, che si sta ritagliando spazi sempre più ampi all’interno di una società che vede ammorbidire al suo interno vecchi stereotipi e pregiudizi rigidissimi. Appena ieri rimossa dall’elenco delle malattie mentali, era il 2001, l’omosessualità è ben lungi dall’essere una condizione unanimemente accettata. Tuttavia, molti sono gli spiragli che lasciano ben sperare.
Un documentario, curato da Queer Comrades, propone la lista di 10 personalità di spicco all’interno della galassia GLBT cinese. 10 personaggi impegnati da anni in battaglie di diverso genere nei campi più disparati, ma uniti nell’affermazione degli stessi diritti.
Conosciamoli uno per uno.

Cui Zi’en

Messosi in luce in un talk show televisivo nel 2000, è famoso per il suo coming out pubblico, uno dei primi in Cina. Cui è una delle forze trainanti del Beijing Queer Film Festival. Alla fine degli anni ottanta ha iniziato a tenere lezioni sul cinema gay per gli studenti dell’Istituto di Ricerca della Beijing Film Academy. È particolarmente orgoglioso del fatto che uno dei suoi studenti, Zhang Yuan, ha diretto il primo film gay in Cina, “East Palace West Palace”.

Sam

Dopo la laurea, Sam ha preso consapevolezza del senso di disperazione che attraversava la comunità lesbica. In risposta, nel 2005, Sam ha fondato “Les Plus”, il più longeva rivista lesbica in Cina. All’inizio offriva lavoro soltanto ad una piccola redazione, oggi il personale è cresciuto molto. Sam fa anche parte del consiglio di amministrazione di Lala Alliance, l’associazione che coordina le attività delle diverse organizzazioni delle lesbiche in Cina. Un sacco di attivisti citano Sam come una grande fonte di ispirazione.

Zhou Dan

Zhou Dan è un avvocato trentenne di Shanghai che impiega il suo tempo libero offrendo consulenze legali alle persone gay. Afferma che le questioni che più frequentemente gli vengono sottoposte riguardano il matrimonio gay o casi di ricatto e di violenza. Molti dei suoi clienti sono uomini gay che intendono divorziare dalle mogli o che hanno preso in considerazione matrimoni fittizi con donne lesbiche. Tra le 60 persone più influenti in Cina nella classifica di “Time” del 2009, Zhou Dan era l’unico apertamente gay.

Xu Bin

Dopo aver studiato negli Stati Uniti, Xu Bin è diventata attiva nel movimento GLBT in Cina nel 2003. Lavora per una ONG chiamata Common Language ed è considerata una delle persone che con il loro agire stanno facendo compiere passi da gigante all’intero movimento. Nel 2009 ha organizzato a Pechino una mostra d’arte sul tema della diversità di genere. Molto importante anche il suo contributo nella regia dell’iniziativa lanciata nel quartiere pechinese di Qianmen per San Valentino, con le foto di matrimoni gay che hanno fatto il giro del mondo.

He Xiaopei

Attiva nel movimento GLBT quando essere omosessuale nel celeste impero era ancora sostanzialmente un crimine, ha focalizzato la sua azione sul campo dei diritti. Con la sua organizzazione Pink Space conduce un lavoro sulle mogli di uomini gay, una categoria dimenticata. Concentra i suoi sforzi anche su altre persone a rischio emarginazione, come i disabili, le prostitute e i transessuali. Crede che le donne debbano poter godere pienamente del sesso.

Xiao Hei

Relativamente nuova nella comunità GLBT, ha dato vita ad un gruppo chiamato “No Boundaries for transgender people”. La sua organizzazione non si prefigge soltanto di avvicinare le persone, ma intende anche sconfiggere l’ignoranza diffusa attorno al concetto di transgender. Un concetto che va oltre l’eventualità di essere un transessuale o una drag queen. Ci sono persone che non si riconoscono nel proprio sesso biologico, ma che non si identificano nemmeno nell’altro. Non cercano soluzioni come un intervento chirurgico, e non vogliono sottostare a norme sociali. Il lavoro di Xiao Hei si rivolge anche al mondo dei bisessuali, che sono ancora più mobili nella loro identità sessuale.

Jiang Hui

Jiang Hui ha contribuito a fondare, 11 anni fa, più grande sito di notizie gay cinese: Aibai. Inizialmente si trattava di un sito per omosessuali alla ricerca di un rapporto d’amore. Nel corso del tempo ha attratto sempre più visitatori ed ha ampliato i suoi orizzonti con l’aggiunta di rubriche e forum. Aibai gioca un ruolo importante nell’aiutare altre organizzazioni a comunicare tra loro.

Xiangqi

A Shanghai nel 2001 Xiangqi ha contribuito alla creazione dell’avveniristico sito web NüAi, dedicato al mondo delle lesbiche cinesi. Nel 2005 le animatrici del sito hanno costituito un’organizzazione chiamata Shanghai NüAi, che gestisce saloni di bellezza e una hot line. Il gruppo si occupa anche di un progetto legato alla memoria, registrando le voci di lesbiche cinesi che raccontano le loro vite misconosciute.

Tong Ge

Tong Ge è il più antico attivista nel documentario. È stato arrestato dalla polizia per il suo orientamento sessuale nei primi anni novanta e di conseguenza ha perso il lavoro. È diventato un ricercatore, scrive articoli e libri con tematiche espressamente gay, indaga il mondo del sesso e intervista personalmente uomini che si prostituiscono e i loro clienti. Tra le tematiche che è solito affrontare c’è anche l’omosessualità vissuta dagli anziani.

Ray Mahoney

Inglese, insegnante di 51 anni, frequenta sale da ballo e saune distribuendo informazioni sulla prevenzione dell’AIDS e sull’omosessualità. Attivo nella comunità GLBT e in molte organizzazioni di volontari, è particolarmente attento al dialogo con persone di mezza età. Si reca anche nei parchi in cui i genitori cinesi cercano spose per i loro figli, al fine di fornire loro rudimenti sull’omosessualità e aprendo loro gli occhi sulla possibilità che i loro ragazzi siano gay.