I padroni garanti della sicurezza delle miniere. Con la loro vita.

Quella degli incidenti nelle miniere di carbone è una realtà tragica e purtroppo molto frequente in Cina. Nel solo 2009 le vittime del lavoro sotterraneo sono state oltre 2.600.

Il governo della Repubblica Popolare sembra sempre più motivato a voler mettere fine a uno scandalo che continua a creare forte imbarazzo davanti alla comunità internazionale.  Dopo diversi richiami caduti nel vuoto ai boss degli impianti di estrazione perché rafforzino le misure di sicurezza, ieri le autorità per la tutela dei lavoratori nelle miniere hanno emanato un nuovo regolamento: dal 7 ottobre i dirigenti potrebbero dover accompagnare  sotto terra i loro minatori. Le pene per il mancato adempimento saranno severissime. In caso di incidente, le miniere affronteranno multe da 5 milioni di yuan (circa 580.000 euro) e i dirigenti potranno perdere fino all’80% del loro reddito annuale; anche in assenza di incidenti, i boss rischieranno una multa di 150.000 yuan (17.000 euro).

Le nuove norme arrivano pochi giorni dopo un processo durante il quale, per la prima volta nella storia della Cina, sono state formulate accuse penali – e non semplicemente civili, come al solito – nei confronti dei 5 dirigenti di una miniera di carbone della città di Pingdingshan (Hebei), in cui l’8 settembre del 2009, a causa di un’evitabile esplosione, hanno perso la vita 75 minatori. L’”aver messo a repentaglio la sicurezza pubblica attraverso atti pericolosi” potrebbe addirittura portare alla pena di morte dei 5 responsabili.

La fotografia è tratta da “Inquinamento in Cina”, il lavoro del fotografo cinese Lu Guang, che nel 2009 si è meritato il premio del W. Eugene Smith Memorial Fund