DOMANI: “Over the moon”, il soft power cinese fa breccia grazie al cartone Netflix

Sul numero di “Domani” in edicola oggi parlo del film d’animazione “Over The Moon”. “È prodotto dal colosso americano Netflix in strettissima collaborazione con la società di produzione di Shanghai Pearl Studio. Si tratta di un “cartone animato con caratteristiche cinesi” ed è un esempio vincente di soft power. In un momento in cui la Cina sta incontrando molte difficoltà a trovare un linguaggio e dei canali che facciano breccia nell’opinione pubblica occidentale, questa produzione sino-americana sembra trovare una via efficace”.
Lo trovate qui: https://bit.ly/32qzlmU

DOMANI: La Cina ritrova una normalità tra Confucio e controllo sociale

Oggi sul quotidiano “Domani” trovate un mio pezzo che racconta perché in Cina al momento non sembra in arrivo una seconda ondata di coronavirus e la vita pare tornata alla normalità.
“La vita, in Cina, è tornata alla normalità. Nei paesi che si ritrovano a fronteggiare la preannunciata seconda ondata di coronavirus sembra quasi incredibile. In molti si stanno domandando come sia possibile, non senza far trapelare il sospetto che il gigante asiatico ci stia abilmente occultando qualcosa. Eppure, semplicemente, nel caso del covid il governo cinese e i cinesi si sono mossi meglio di noi per una serie di caratteristiche politiche e culturali di quel paese, mai tanto diverso dal nostro come in questo momento storico. L’opinione pubblica cinese, contrariamente a quanto pensiamo, si indigna e protesta piuttosto spesso, come testimoniano le migliaia di manifestazioni e scioperi – in Cina vengono chiamati “incidenti di massa” – che si verificano nel corso dell’anno. Pretende che il governo non commetta errori, soprattutto per quanto riguarda tre tematiche fondamentali: la sicurezza alimentare (ci sono stati negli scorsi anni diversi scandali), l’inquinamento e le emergenze sanitarie. I leader cinesi ne sono pienamente consapevoli e sanno benissimo che gestire male questo tipo di problematiche può portare a una forte perdita di legittimità, scenario che da sempre li spaventa moltissimo.
Quando il coronavirus ha raggiunto l’Italia, abbiamo parlato spesso di “modello Wuhan” per definire il lockdown, come se si trattasse semplicemente della chiusura di tutto in attesa che il virus perdesse virulenza. In realtà, quello che è accaduto nella Repubblica Popolare è qualcosa di molto più complesso che rimane applicabile solo in una realtà come quella cinese”